Parrocchie di Campoverde, Salò e Villa


Leggi il messaggio dal Parroco  


SS. messe alle 9:00 e 18:30






Questo sito nasce in questo momento di difficoltà dovuta all’epidemia di corona virus allo scopo di aiutare i parrocchiani nella loro preghiera, in questa quaresima che non ci sarà possibile vivere assieme.
Le proposte giornaliere che potete trovare su queste pagine saranno scaricabili in PDF in bianco e nero in formato ridotto e già riadattato alla stampa: se avete l’occasione di incontrare o se vivete con chi non ha accesso alla versione online potrete facilmente fargliene dono.

Per suggerimenti e proposte silvia@campoverde.org

Avvisi

S. Messe feriali:
seguono l’orario ordinario, precedente all’emergenza, resta però temporaneamente sospesa la S. Messa delle 7.15:
Pertanto: 9.00 a San Bernardino; 17.30 a San Giuseppe;
18.00 a Villa o Campoverde; 18.30 in Duomo

S. Messe festive: Stesso orario prefestivo e festivo precedente all’emergenza, restano sospese, per ora, la prefestiva delle 18.00 a Renzano e quella festiva delle 7.30 al Muro
Prefestive: 18.00 a Campoverde; 18.30 a Villa e in Duomo
Festive: 9.00 San Bernardino; 9.30 a Villa e in Duomo;
10.00 a san Giuseppe; 11.00 a Campoverde e in Duomo;
17.00 a San Bernardino; 18.30 in Duomo.

I rosari proseguiranno in diretta radiofonica come settimana scorsa dai seguenti luoghi: Lunedì - Salò
Martedì - Villa
Mercoledì - Oratorio di Salò
Giovedì - Salò

Per la chiusura del mese mariano si terrà il rosario all'aperto sul piazzale della chiesa di Campoverde venerdì alle ore 20:00

02 Giugno 2020

Martedì della IX settimana del T.O.

Santi Marcellino e Pietro,
Sant'Eugenio I,
Sant'Erasmo

L'anima che si dà tutta a Dio,
è tutta di Dio.

San Filippo Neri

    Versione ridotta    Misteri dolorosi

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo 2Pt 3,11b-15a.17-18

Carissimi, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.

Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. La magnanimità del Signore nostro consideratela come salvezza.

Voi dunque, carissimi, siete stati avvertiti: state bene attenti a non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore dei malvagi. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell’eternità. Amen.

Salmo Responsoriale Sal 89 (90)

R Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
e il loro agitarsi è fatica e delusione;
passano presto e noi voliamo via.

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.

Dal Vangelo secondo Marco Mc 12,13-17

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perchè non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.

La Riflessione

Dall’omelia di Mons. Gianfranco Poma

“Restituite a Cesare quello che è di Cesare ma a Dio quello che è di Dio”, esprime tutta l’esperienza che Gesù propone, rimanendo nel cuore e portando a compimento l’esperienza del popolo ebraico: solo vivendo la relazione con Dio dal quale riceve tutto e al quale deve tutto, l’uomo trova la libertà per restare dentro il mondo senza esserne schiavo, usare di tutto senza esserne prigioniero, imprimere un ordine alla propria vita. E non si tratta semplicemente di distinzione dei piani, come se Gesù proponesse due piani, il religioso e il politico, uguali e distinti. Sarebbe l’ultimo tranello pensare alla Chiesa e allo stato come due società che si confrontano rimanendo sullo stesso piano: Gesù non ha mai accettato di essere un Messia accanto agli altri, con la pretesa di essere il migliore. La proposta di Gesù non è una teoria da mettere in pratica, ma una via da percorrere nella umiltà e nella fragilità quotidiana sperimentando l’infinito dell’Amore di Dio nella storia che continua nel suo limite radicale: vivere l’Assoluto nel relativo è la novità cristiana, sperimentando che non si tratta di applicare una legge ma di entrare in una affascinante dialettica tra l’infinito e il finito, l’assoluto e il relativo.

01 Giugno 2020

Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa

San Giustino,

Attendere: infinito del verbo amare.
Anzi, nel vocabolario di Maria,
amare all'infinito.

Don Tonino Bello

    Versione ridotta    Misteri dolorosi

Dal libro della Genesi Gen 3,9-15.20

Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».

L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Salmo Responsoriale Sal 86 (87)

R Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!

Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.

Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!
Si dirà di Sion: «L'uno e l'altro in essa sono nati
e lui, l'Altissimo, la mantiene salda ».

Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti».

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 19,25-34

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

La Riflessione

Dal messaggio di Papa Francesco per la XXVI Giornata del Malato

“Ecco tuo figlio”. Le parole di Gesù danno origine alla vocazione materna di Maria nei confronti di tutta l’umanità. Lei sarà in particolare la madre dei discepoli del suo Figlio e si prenderà cura di loro e del loro cammino. E noi sappiamo che la cura materna di un figlio o una figlia comprende sia gli aspetti materiali sia quelli spirituali della sua educazione.

Il dolore indicibile della croce trafigge l’anima di Maria, ma non la paralizza. Al contrario, come Madre del Signore inizia per lei un nuovo cammino di donazione. Sulla croce Gesù si preoccupa della Chiesa e dell’umanità intera, e Maria è chiamata a condividere questa stessa preoccupazione. Gli Atti degli Apostoli, descrivendo la grande effusione dello Spirito Santo a Pentecoste, ci mostrano che Maria ha iniziato a svolgere il suo compito nella prima comunità della Chiesa. Un compito che non ha mai fine.

31 Maggio 2020

Domenica di Pentecoste

Santa Petronilla,
San Felice da Nicosia

Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

    Versione ridotta    Misteri dolorosi

Dagli Atti degli Apostoli At 2,1-11

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Salmo Responsoriale Sal 103 (104)

R Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 12,3b-7.12-13

Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l'azione dello Spirito Santo. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune. Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

Sequenza

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,19-23

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

La Riflessione

Lo Spirito di Dio rende nuova la terra

La Pentecoste celebra la terza Persona della Trinità: un dono che è lo stesso Spirito Santo.
Nel vangelo lo Spirito si manifesta come forza escatologica che stabilisce la pace nella comunità e consente ai discepoli di rimettere i peccati: dapprima il dono è l’apparizione del Risorto che offre la pace, poi lo stesso Signore dona lo Spirito Santo, per mezzo del quale coloro che lo riceveranno potranno compiere la missione a loro affidata.
Il terzo evangelista, nel libro degli Atti, narra la discesa dello Spirito Santo che si offre sotto forma di lingue di fuoco, condizione che permette agli uomini presenti di assistere a un evento mai visto fino a quel momento: a tutti coloro che erano nella casa è stato dato il potere di esprimersi per essere compresi da tutti gli astanti. Ciò comunica la prima lettura. Lo Spirito Santo è il principio ordinatore che regola i doni e i ministeri all’interno della comunità secondo il principio dell’«utilità», che da personale si trasforma in comunitaria.
La seconda lettura comunica come i diversi carismi abbiano un’unica fonte e origine comune: lo Spirito mediante il quale ogni vero cristiano può affermare che «Gesù è Signore». Lo Spirito rende «utile» chi lo riceve e permette di formare un unico corpo, le cui membra si dissetano a lui stesso, unico e autentico.